INSIDE THE FRAME #01 “Monument” — Trent Parke
Uno sguardo interno a un libro che ha cambiato il mio modo di guardare. Ci sono libri fotografici che scorrono veloci. Li sfogli, li guardi, li richiudi. E poi ce ne sono altri che ti costringono a rallentare, che non si lasciano capire subito.
INSIDE Monument
Trent Parke non è mai stato un fotografo interessato a spiegare il mondo. La sua fotografia non nasce per chiarire, ma per sentire. Entrato in Magnum nei primi anni Duemila, Parke ha sempre lavorato sul confine tra realtà e percezione. Monument non ha una struttura narrativa classica. Non c’è un inizio chiaro, né una fine rassicurante, le immagini non accompagnano il lettore: lo mettono alla prova. Il bianco e nero di Monument è estremo, Le alte luci sono spesso bruciate, le ombre profonde. La luce non chiarisce, crea tensione.
Per me Monument è un libro fondamentale. Ha cambiato il mio modo di fotografare e, soprattutto, il mio modo di guardare la luce naturale, in particolare nella fotografia di strada. Mi ha fatto capire che la forza di un progetto non sta nelle singole immagini, ma nella loro sequenza: anche fotografie apparentemente scollegate, se messe in relazione, possono creare una narrazione potentissima. E, forse più di tutto, mi ha ricordato che l’istinto vince sempre sulla tecnica.